Olio extravergine di oliva: conosciamolo meglio!

L’olio di oliva è (o perlomeno, dovrebbe essere) quotidianamente sulle nostre tavole. Di lui si è già detto di tutto e di più. Nonostante ciò, però, ci sono alcuni suoi aspetti che molti ignorano.

In questo articolo ne vogliamo approfondire alcuni, i più importanti, perché è giusto conoscere ciò che mettiamo nel piatto.

Iniziamo con il dire che l’olio di oliva contiene un 65-80% di acido oleico, un acido grasso monoinsaturo che ha la capacità di tenere a bada il livello di colesterolo “cattivo” (LDL) nel sangue, uno dei fattori responsabili dell’aumento del rischio cardiovascolare. Infatti, elevati livelli di colesterolo LDL causano la formazione di placche all’interno delle nostre vene ed arterie. Questi “restringimenti” alla lunga possono causare infarti ed ictus. E’ dimostrato che con l’olio extravergine di oliva, il colesterolo LDL tende ad abbassarsi.

Oltre a proteggere il cuore, sembra che l’olio di oliva, se consumato regolarmente, aiuti a prevenire l’ictus nelle persone anziane riducendone il rischio del 41%. A questo importante risultato, sono giunti i ricercatori conducendo una ricerca che « ha tenuto conto dell’attività fisica, dell’indice di massa corporea e della dieta. A parità di queste variabili il rischio è risultato nettamente inferiore in chi consuma olio» (fonte Fondazione Veronesi). Un’altra ottima notizia, che ci fa apprezzare sempre di più questo prodotto.

Oltre all’acido oleico, nell’olio di oliva sono contenuti molti antiossidanti tra cui le vitamina A ed E, il tocoferolo e diversi composti fenolici. Questi aiutano a contrastare i radicali liberi (prodotti di “scarto” che si formano all’interno delle cellule) ritardando cosi il processo di invecchiamento delle cellule del nostro corpo. Affinché vengano mantenute queste proprietà, però, è necessario che l’olio sia extravergine di oliva, ovvero che non sia stato sottoposto a processi di rettifica o di raffinazione che portano alla perdita di questi composti.

L’olio extravergine di oliva è un toccasana anche per il nostro apparato digerente. Infatti è in grado di ridurre le secrezioni di acidi gastrici e di conseguenza il pericolo di ulcere. Ha effetti anche sul fegato sul quale ha un elevato effetto disintossicante.

Ma qual’è la dose giornaliera che ci permette di beneficiare delle virtù benefiche dell’olio di oliva senza esagerare? Gli esperti della nutrizione consigliano di non superare i tre cucchiai al giorno.

Un consiglio ci arriva anche su come consumarlo: quando possibile, è meglio preferirlo a crudo o, comunque, aggiungerlo alle pietanze il “più tardi” possibile. Quando cucinate, provate a porvi la domanda: “Devo proprio aggiungere l’olio adesso oppure posso farlo dopo?”

E’ bene precisare, però, che l’extravergine non è dannoso nei cibi cucinati. Grazie all’alta percentuale di acido oleico in esso contenuta, infatti, ha un elevato punto di fumo ed è stabile persino alle alte temperature: un mix ideale tra resistenza al calore e contenuto di antiossidanti che lo rende ottimo anche per la cottura.

Una volta tanto qualcosa di buono che non fa male! 🙂

 

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